Filosofia Zen
ZEN
Se lo Zen come "religione" si occupa di templi e lignaggi, la Filosofia Zen è il software mentale: un modo di percepire la realtà che ribalta quasi tutto ciò che impariamo a scuola o in società.
Non è una filosofia fatta di astrazioni (come quella greca o tedesca), ma una filosofia dell'azione.
In un mondo ossessionato dalla performance e dal multitasking, lo Zen dice: "Fai una cosa alla volta, falla con tutto te stesso, e lascia andare il risultato".
Ecco i suoi concetti chiave:
1. Il Vuoto (Sunyata)
Nello Zen, "vuoto" non significa che non esiste nulla, ma che nulla ha un'esistenza separata e permanente.
- L'esempio della tazza: Una tazza è fatta di argilla, acqua, fuoco e del lavoro del vasaio. Se togli questi elementi, la "tazza" scompare.
- L'ego: Anche noi siamo "vuoti" perché cambiamo continuamente. Capire questo serve a non prendersi troppo sul serio e a soffrire meno per i cambiamenti della vita.
2. Il Qui e Ora (Nunc Stans)
La filosofia Zen sostiene che la maggior parte della nostra sofferenza derivi dal vivere nel passato (rimpianto) o nel futuro (ansia).
- L'unica realtà è l'istante presente. * Se stai lavando i piatti, la "filosofia Zen" dice che devi solo lavare i piatti. Se pensi alla bolletta da pagare mentre lavi i piatti, non stai vivendo, sei un fantasma nel tuo stesso corpo.
3. L'Unità degli Opposti (Non-dualismo)
Noi dividiamo il mondo in categorie: buono/cattivo, bello/brutto, io/te. Lo Zen cerca di abbattere queste barriere.
- Non esiste il successo senza il fallimento, né la luce senza l'ombra.
- Accettare la realtà così com'è, senza giudicarla immediatamente, porta a una pace profonda chiamata Equanimità.
4. La Mente del Principiante (Shoshin)
Questa è forse la parte più celebre. Man mano che diventiamo "esperti" in qualcosa, la nostra mente si chiude.
- Shoshin significa guardare ogni cosa come se fosse la prima volta, con curiosità e senza pregiudizi.
- "Nella mente del principiante ci sono molte possibilità, in quella dell'esperto poche."