Cenni Storici - ROMEI

Vai ai contenuti

Cenni Storici

Androne del Palazzo
Monteleone di Calabria (1710)
1788 - FRANCESCO SAVERIO ROMEI
179... - DOMENICO ANTONIO ROMEI
1577 - GIOVANNI ANDREA ROMEI (Diploma di Laurea in Legge)
1612 - DAVIDE ROMEI (Diploma di Laurea in Filosofia e Medicina)
1536 - GIOVANDOMENICO ROMEI (Diploma di laurea in Legge)
1700 - ANTONIO ROMEI (Diploma di Laurea in Teologia)

La mia famiglia ha origini antiche, che mi piace in qualche modo far rivivere in questo sito, riproducendo alcune delle testimonianze di cui dispongo. Le notizie storiche, sono per scelta, esclusivamente tratte da un documento ufficiale della Provincia di Vibo Valentia che riporto integralmente (Delibera di acquisto di Palazzo Romei, da noi ceduto, nel febbraio 2005 alla Provincia). I quadri e i documenti rappresentati, sono di proprietà mia o dei miei fratelli.

(Questo documento appartiene integralmente alla Provincia di Vibo Valentia)
-PROVINCIA DI VIBO VALENTIA - DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE-

PROGETTO PER IL RESTAURO E L'ADEGUAMENTO DI PALAZZO ROMEI
DA DESTINARE A SEDE DELL'ARCHIVIO DI STATO DI VIBO VALENTIA
Oggetto: Acquisto Palazzo Romei — Biblioteca Delibera N.128 Seduta del 11.05.00 Provinciale .— Atto d’indirizzo. Trasmessa al Comitato Regionale di Controllo

NOTIZIE STORICHE
La famiglia. La storia dell’edificio è strettamente legata a quella della famiglia Romei. Il cognome è di origine spagnola e risale ad Aquilante di Sassonia, figlio del Duca Bernardo di Sassonia. Aquilante, nell’anno 1003 si trasferì dalla Sassonia in Spagna.
Qui, a causa del suo colorito scuro, dei capelli neri, (i suoi parenti erano di carnagio­ne chiara e con capelli biondi) e della sua passione per la caccia con il falco, venne so­prannominato “Aquilon Romeo” (falcone pellegrino, uccello dal capo nero). li nome “Romeo” passò poi ad indicare il pellegrino tradizionale.
Nel 1300 la famiglia, con Mazzullo Romei si trasferì in Sicilia al seguito di Re Martino il giovane e della Regina Maria. Qui ottenne molti feudi e baronie, a Milazzo, Messina e Siracusa.
Negli ultimi decenni deI 1400 la famiglia, con Giovanni Andrea Romei si trasferì in Calabria, a Filogaso, nel feudo di Panaja.
Con Giovandomenico, (del quale la famiglia possiede il diploma di laurea in Legge rilasciato dall’Università di Napoli nel 1536, con firma autografa dell’imperatore Carlo V), la famiglia si trasferì a Vibo, mentre un altro fratello, Davide, si stabili a Napoli in qualità di Arciprete della Metropolitana (presso le Biblioteche Nazionali di Napoli, Roma e Firenze sono conservati dieci volumi di diritto ecclesiastico scritti da Davide Romei tra IL 1522 ed il 1540).
Lo stemma. Lo stemma originario è il bastone di pellegrino in campo azzurro, accompagnato da tre conchiglie (elementi dello stemma della Casa di Sassonia) e da un ramo di rosmarino d’oro. Lo stemma del ramo di Vibo è costituito da tre pesi della stadera su sfondo cobalto per simboleggiare la giustizia, in quanto, da dieci secoli, nella famiglia si sono susseguite generazioni e generazioni di studiosi e uomini di legge.
Il palazzo. L’edificio, ubicato in via F. Cordopatri, largo G.B. Romei, venne costruito alla fine del 1400, e completato, per vari motivi, nella prima metà del 1500, su progetto di L. B. Alberti, per come viene tramandato in famiglia. Nel 1613 il palazzo venne dato in dote ad Elisabetta, nipote di Giovanni Andrea, che sposò Antonio Sacchi. Fu in seguito al matrimonio avvenuto nel 1728 tra Giovan Domenico Romei e Teresa Sacchi, che il palazzo tornò in possesso della famiglia Romei, ampliato da nuovi corpi di fabbrica (chiesa e stalle).
L’ARCHITETTURA
Caratteristiche. Il lotto di terreno, di circa 3.000 mq., ha la forma di parallelogram­ma, ed è disposto su tre livelli. il palazzo si articola anch’esso su tre livelli per compensa­re le differenze di quota sul prospetto. La torre era a cinque livelli, di cui uno, la grotta, totalmente interrato. 11 piano terra era adibito ad abitazione per gli armigeri e per il per­sonale di servizio.
Le stalle dei cavalli erano ubicate frontalmente al palazzo (in corrispondenza dell’odierno largo Romei).
Le casette laterali, ormai quasi diroccate, erano riservate ai dipendenti 11 palazzo è stato realizzato con accorpamenti di moduli di mt. 6 x 6 circa, per complessivi 800 mq. circa di copertura a piano.
Elementi distintivi e di completamento erano, sul lato sinistro, una chiesa privata dedicata a S. Oronzo (costruita tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700) e sul lato destro, una torre. Lo splendido atrio è stato realizzato con materiale del luogo, conci di tufo di Tropea per gli archi, granito giallo di Serra S. Bruno per le scale, il pozzo e il portale d’ingresso.
Il pozzo, con la vasca per abbeverare i cavalli, è sormontato da una struttura in ferro battuto per il sostegno della carrucola. Sulla volta dell’atrio è dipinto uno stemma qua­dripartito raffigurante un leone, due mazze, un albero e un’aquila. Lo stemma è affian­cato da motivi araldici. Le rampe di scale, grandiose e monumentali, sono state realizzate in modo da poter accedere comodamente a cavallo al primo e al secondo piano del giardino. Di una bellezza particolare sono i balconi con ringhiera in ferro battuto a “pancia”, realizzati con aste volutiformi e applicazioni floreali ai lati.
Le soglie, in granito, sono sostenute da mensoloni volutiformi dello stesso materiale.
Il terremoto del 1783 ha provocato il crollo del tetto della chiesa e gravi danni all’ala sinistra del palazzo. Tali danni furono riparati e le parti crollate ricostruite, I successivi terremoti hanno provocato il crollo definitivo della chiesa, particolarmente vulnerabile a causa dell’eccessiva altezza. Sono pure crollati tre moduli del palazzo per 18 mt sul fronte strada. Un modulo è stato ricostruito circa 50 anni fa e un altro, sul fronte strada, sarà ricostruito col presente progetto. Un’apposita tavola illustra la storia del manufatto.
Stato di conservazione. Il fabbricato non è in buono stato di conservazione. Sono necessari dei lavori strutturali di consolidamento ed adeguamento antisismico, di rifaci­mento del tetto, di bonifica dall’umidità e di restauro con ricostituzione della comples­sione volumetrica ed eliminazione degli interventi incongrui rispetto ai valori storici dell’opera. Tuttavia l’edificio conserva ancora oggi le caratteristiche strutturali dell’impianto e può senza dubbio dirsi che il palazzo Romei rivesta, oltre che notevole valore storico, una rilevante importanza nell’ambiente urbano che caratterizza il centro antico di Vibo Valentia.


Soggetta invio Capigruppo consiliari
L’anno duemila il giorno 11 del mese di Maggio, alle ore 18.00, nella sala delle adunanze, previa l’osservanza delle formalità prescritte dalla vigente normativa, vennero oggi convocati a seduta i componenti la Giunta Provinciale.
All’appello risultano
BRUNI Ottavio - Presidente
BARBIERI Paolo - Vice Presidente
VALLONE Lidio - Assessore
CERAVOLO Giuseppe - Assessore
PETROLO Girolamo - Assessore
Partecipa il Segretario Generale, Domenico MAZZITELLI
Essendo legale il numero degli intervenuti, il Presidente, Dr. Ottavio BRUNI, assume la presidenza e dichiara aperta la seduta perla trattazione dell’oggetto sopraindicato.
Il presente verbale viene letto e sottoscritto come segue

LA GIUNTA PROVINCIALE

PREMESSO che è compito della provincia, ai sensi dell’art.14 della legge 142/90, promuovere la valorizzazione del patrimonio cultura, nonché di realizzare opere di rilevante interesse provinciale nel settore culturale;
RILEVATO che uno degli aspetti di maggior rilievo del patrimonio culturale provinciale è costituito dal tessuto edilizio storico delle varie città della provincia, caratterizzato da emergenze monumentali di grande rilievo sotto il profilo architettonico, storico e artistico;
RILEVATO, ancora, che una delle maggiori emergenze architettoniche del centro storico di Vibo Valentia, il palazzo Romei, un edificio cinquecentesco di grande pregio storico e artistico, dichiarato monumento nazionale dal Ministero dei beni e delle Attività culturali, versa in condizioni di degrado
VISTA l’acquisita nota dei proprietari di Palazzo Romei, nella quale gli stessi dichiarano a vendere parte dell’immobile in questione e dell’annessa area verde alla provincia;
RITENUTO che è interesse dell’amministrazione provinciale istituire la Biblioteca provinciale, intesa come organismo vivo nella quale raccogliere e documentare tutti gli aspetti della cultura provinciale, nonché quale sede delle attività di catalogazione, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico, archivistico e demoantropologico della provincia;
VALUTATO che il palazzo Romei potrebbe essere una sede di grande prestigio per la Biblioteca Provinciale ed inoltre che il recupero dell’immobile in questione restituirebbe alla città uno dei suoi monumenti più importanti, realizzando anche un intervento di rivitalizzazione del centro storico; VALUTATO, ancora, che stanno diventando operativi una serie di interventi finanziari per sostenere iniziative di questo tipo da parte degli enti locali (POR- ASSE Il Cultura, ecc.); nonché, si potrebbe, dopo aver acquisito il palazzo, richiedere uno specifico contributo al Ministero dei Beni e delle attività Culturali per finanziare i lavori di restauro, ai sensi della vigente normativa, in particolare quella che finalizza parte delle risorse del gioco del lotto per attività di restauro, di beni. storico artistici rilevanti presenti sul territorio
VISTE le linee programmatiche che sono alla base dell’attuale amministrazione provinciale;
RITENUTO di dover procedere con atto deliberativo della G. P. alla istruzione di una pratica che preveda l’acquisizione di elementi conoscitivi in merito alla possibilità di acquisto di parte di palazzo Romei da parte della provincia.

VISTI

La legge 142/90; la legge 127/97 Lo Statuto ed il Regolamento;
Acquisiti gli allegati pareri favorevoli espressi ai sensi dell’articolo della legge 142/90;
Udito Il Segretario Generale; Con Voti unanimi espressi per appello nominale

DELIBERA

Per motivi in premessa descritti che qui si intendono integralmente riportati e trascritti:
1) Di incaricare gli uffici della provincia di provvedere ad acquisire tutte le informazioni necessarie affinché la Giunta provinciale sia messa in grado di valutare se e a quali condizioni e modalità procedere all’acquisto di Palazzo Romei;
2) Di incaricare gli uffici della provincia affinché producano uno studio di fattibilità circa la possibilità di istituire la Biblioteca provinciale, intesa come centro di documentazione della cultura provinciale, nonché come sede delle attività di catalogazione, tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico, archivistico e demoantropologico della provincia, prevedendo per queste attività l’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche;
3) Di dichiarare la Presente deliberazione di immediata eseguibilità ai sensi dell’ articolo 47, 3° comma della legge 142/90


Questo documento appartiene integralmente alla Provincia di Vibo Valentia.



Torna ai contenuti